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	<title>Il Blog di Stefano Zenoni (Zeno)</title>
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	<description>&#34;Vivo in un posto dove tutto quello che accade sembra accadere per caso. Una strada attraversa il paese. Il paese è quella strada. Nessuno ha scelto di vivere qui. Ma c&#039;è qualcosa che ci trattiene. Perchè anche se non c&#039;è amore, a volte c&#039;è qualcos&#039;altro...&#34; (Massimo Volume)</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Feb 2012 13:33:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>IDENTITA&#8217; IDIOMATICHE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dilaletto]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo con piacere il bel editoriale del Corriere della Sera – Ed. Bergamo che tratta il delicato tema del dialetto e della valorizzazione dell&#8217;idioma locale. Avevo scritto un post sull&#8217;arogmento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggo con piacere il bel editoriale del Corriere della Sera – Ed. Bergamo che tratta il delicato tema del dialetto e della valorizzazione dell&#8217;idioma locale.</strong><br />
Avevo scritto un post sull&#8217;arogmento tanto tempo fa. Lo si può leggere <a href="http://stefanozenoni.altervista.org/bergamo-berghem/" target="_blank">qui</a>.<br />
Mi fa piacere, molto piacere, osservare una certa affinità di opinioni.</p>
<p>Il tema è importante. Il dialetto è una forma espressiva fondamentale per il ricordo, la valorizzazione e la sopravvivenza della cultura locale, nella forma più spontanea e nobile al contempo. La sua conservazione e la sua valorizzazione dovrebbero essere una priorità fondamentale di tutte le forze politiche e sociali, e soprattutto, io credo, delle forze di centro-sinistra.<br />
Partendo da questa analisi, duole constatare che si è commesso il gravissimo errore di abbandonare questa battaglia alle grinfie della Lega, che ha trasformato sovente la questione in una lotta “ad excludendum”, cioè in una rivendicazione identitaria quanto mai forzata ed inutile, volta a sostenere battaglie non condivisibili indirizzate ad anacronistiche chiusure difensive.</p>
<p>Si gira e rigira intorno ad un nodo più generale. <strong>Esistono alcuni temi molto importanti (federalismo in primis, cultura locale, questioni identitarie, specificità regionali ecc&#8230;) sui quali la Lega esercita (o pretende di esercitare) un regime di monopolio culturale assolutamente ingiustificato e deleterio.</strong><br />
Sottolineo la parola “deleterio” perchè credo sia sotto gli occhi di tutti che in vent&#8217;anni di politica e politiche sbagliate la Lega non ha portato a casa molto, a parte i cartelli stradali in dialetto e poco altro. Non è un caso che il Corriere lanci oggi un grido di allarme per la sopravvivenza delle lingue locali.<br />
<strong>Sono questioni importanti per il futuro del nostro paese, in un&#8217;ottica di riaffermazione dell&#8217;identità unitaria italiana, senza tuttavia negare le differenze.</strong></p>
<p>Come già scrissi tempo fa e come ripete velatamente l&#8217;editoriale del Corriere, non ci si può concedere il colpevole lusso di abbandonare queste istanze a chi le trasforma in una strumentale agitazione. Sul federalismo, ormai, il dibattito è aperto e trasversale. Sul resto, forse, si sarebbe potuto fare di più e si deve fare di più. Un po&#8217; di autocritica a sinistra non farebbe affatto male.</p>
<div id="attachment_729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 515px"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/dialetto.gif"><img class="size-full wp-image-729" title="dialetto" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/dialetto.gif" alt="" width="505" height="599" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: www.wikipedia.it</p></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ITALIA, MONDO&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera edizione Bergamo comunica oggi i risultati di un sondaggio Ipsos secondo il quale a Bergamo il 77% degli intervistati si dichiare favorevole a concedere la cittadinanza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Corriere della Sera edizione Bergamo comunica oggi i risultati di un sondaggio Ipsos secondo il quale a Bergamo il 77% degli intervistati si dichiare favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati e cresciuti in Italia (molto favorevole 61% &#8211; abbastanza favorevole 16%). L&#8217;articolo in versione web è consultabile <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/12_febbraio_15/immigrati-vescovo-voto-petizione-bergamo-1903287762729.shtml" target="_blank">qui</a></span>.</strong></p>
<p>Che dire, <strong>una buona notizia</strong>, per quanto i sondaggi non rispecchino necessariamente la realtà in tutti i suoi aspetti. Mi fa piacere ricordare che il tema interessa e riguarda persone che sono nate e cresciute nel nostro paese, persone che ha poco senso definire &#8220;straniere&#8221;, persone che sono italiane come noi, pur potendo contare un&#8217;origine differente.</p>
<p>Da qualche mese è attiva la campagna <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">Italia Sono Anch&#8217;Io</a></span>, promossa da molte realtà isituzionali e non, tra cui numerosi sindaci, presidenti di provincia e regioni, ANCI ecc&#8230;, volta a promuovere una raccolta firme per un&#8217;inziativa di Legge nella direzione di estendere il diritto di cittadinanza a queste situazioni.</p>
<p>Ricordo, non per vena polemica, ma per mera ricostruzione storica, che<strong> la maggioranza PDL-Lega del Consiglio comunale di Bergamo ha boccciato due ordini del giorno da noi presentati sull&#8217;argomento</strong>, negando due provvedimenti che non impegnavano il Comune a concedere niente di più che uno spazio democratico per la raccolta delle firme della campagna di cui sopra e una piccola azione per ricordare una legge già in vigore. Potete ricostruire l&#8217;accaduto consultando questo stesso blog all&#8217;articolo intitolato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/demofobia/" target="_blank">&#8220;demofobia&#8221;</a></span>.</p>
<p><strong>Dunque gli esponenti del PDL e della Lega sono stati contraddetti dal 77% degli intervistati. Bene così&#8230;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>INDISCREZIONI GIORNALISTICHE</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Eco di Bergamo di oggi mi indica come possibile direttore di una futura fondazione promossa da Giorgio Gori, nota personalità bergamasca, neo-iscritto al PD, attorno al quale si concentra una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Eco di Bergamo di oggi mi indica come possibile direttore di una futura fondazione promossa da Giorgio Gori, nota personalità bergamasca, neo-iscritto al PD, attorno al quale si concentra una forte attenzione giornalistica (e politica).</p>
<p>Ebbene, come dichiarato al giornale, ci sono stati dei contatti personali e cordiali tra me e il signor Gori e abbiamo discusso di possibili collaborazioni, senza però definire nel dettaglio tali possibilità future.</p>
<p>Io mi sono dimostrato subito disponibile a partecipare ad una progettualità che sia essenzialemente <strong>culturale e indipendente</strong>, più che politica. Mi piacerebbe colaborare con un&#8217;iniziativa in grado di alimentare il <strong>dibattito sulla città</strong> e sulle sue problematiche.</p>
<p>Tenendo fede a questa idea di base, come scrive il giornale stesso, &#8220;se sono rose fioriranno&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ANNO DOMINI 1561</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel consiglio comunale di lunedì 30 gennaio 2012 ci siamo trovati a discutere due interessanti ordini del giorno presentati dalla maggioranza riguardanti, sostanzialmente, le mura di Bergamo. Due ordini del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel consiglio comunale di lunedì 30 gennaio 2012 ci siamo trovati a discutere due interessanti ordini del giorno presentati dalla maggioranza riguardanti, sostanzialmente, le mura di Bergamo.</strong></p>
<p>Due ordini del giorno nati e redatti forse anche per cavalcare e rinfocolare polemiche vecchie e nuove sulla questione degli edifici alti in città (si veda il caso SACE e il più recente di Via Autostrada), ma nel complesso costruiti bene, in buona fede,  e capaci, pur nella genericità delle raccomandazioni contenute, di scatenare un interessante dibattito in un’aula consigliare spesso arida di discussioni culturali.</p>
<p>Uno dei due documenti, in particolare, a firma della consigliera Pecce della Lega Nord, è volto, in estrema sintesi, a rafforzare l’attenzione verso la preservazione del profilo delle mura e degli spazi adiacenti alle stesse, sia internamente a Città Alta che esternamente. Sono convinto che gli strumenti urbanistici in vigore abbiano già tutti i requisiti per garantire un’egregia difesa della sacralità di questo meraviglioso monumento, ma suona ripetitivo sottolineare con maggior forza che la città deve essere vigile.<br />
Interessante e ambiziosa, nello stesso ordine del giorno, la richiesta all’Amministrazione affinché si impegni a creare un percorso pedonale pubblico alla base delle mura, cosa oggi quasi totalmente negata. Credo sarà molto difficile tener fede a questo auspicio, visto le numerose proprietà private che si susseguono alla base delle mura e tuttavia perché non tentare?</p>
<p><strong>Inutile dire che di fronte ad ordini del giorno di questo tipo è un piacere ritrovare un Consiglio comunale unito, unanimemente favorevole, al di là dei normali schieramenti. Inutile dire che il mio voto ai due ordini del giorno è stato favorevole.</strong></p>
<p>Mentre la votazione scivolava senza intoppi mi sono ritrovato a ragionare, nel mio piccolo,  sull’imprevedibilità della storia. Quando iniziarono i lavori di costruzione delle mura venete, nel 1561, calarono sulla città di Bergamo anni molto duri. Per realizzare il sistema difensivo venne distrutta buona parte del centro storico medioevale.<br />
24 edifici religiosi e centinaia di abitazioni vennero demoliti per ordine dello Sforza Pallavicino, il militare progettista delle mura. Venne demolita, in particolare, l’antichissima basilica di Sant’Alessandro, chiesa meravigliosa, a detta dei contemporanei, eletta a custodia delle reliquie del santo patrono.<br />
Cadde anche il maestoso monastero domenicano dedicato ai Santi Stefano e Domenico, in zona di Porta San Giacomo.<br />
E così, una grande opera architettonica militare fu una disgrazia per i bergamaschi del XVI secolo, ma divenne una presenza imprescindibile nei secoli successivi e modificò per sempre la città e i suoi equilibri. Divenne, in sostanza, paesaggio urbano essa stessa.</p>
<p><strong>Oggi siamo tutti consapevoli di come le mura venete siano uno dei simboli più importanti della nostra città, un capolavoro che la storia ci ha lasciato, sul quale il giudizio degli uomini è cambiato nel tempo, come cambiano le città, con la loro forma e le architetture, in un incessante, difficile e affascinante processo di stratificazione continua.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_693" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/mura.jpg"><img class=" wp-image-693" title="mura" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/mura.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a><p class="wp-caption-text">Le mura di Bergamo - www.turismo.provincia.bg.it</p></div>
<p style="text-align: center;">
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		<title>POTIUS SERO QUAM NUMQUAM</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ceci]]></category>
		<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[E la crisi, alla fine, portò all’accensione delle telecamere in Città Alta… Se i tempi della politica fossero sempre quelli che adotta l’attuale amministrazione della città di Bergamo, probabilmente non...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E la crisi, alla fine, portò all’accensione delle telecamere in Città Alta…</p>
<p>Se i tempi della politica fossero sempre quelli che adotta l’attuale amministrazione della città di Bergamo, probabilmente non si affronterebbe alcuna questione con la dovuta tempestività.</p>
<p>Ricapitoliamo brevemente: l’ultimo anno di Amministrazione Bruni (primi mesi 2009) vengono installate le telecamere per controllare gli accessi a Città Alta ed impedire ai non residenti di scorrazzare per le vie del centro storico in automobile. Le telecamere vengono installate, ma non vengono accese, poiché l’amministrazione è in scadenza e non vi è il tempo di testare il sistema (con il rischio, ammettiamolo pure, di disguidi impopolari).</p>
<p><strong>La coalizione di centro destra vince le elezioni (giugno 2009) e delle telecamere non se ne parla più o se ne parla poco e male.</strong><br />
Il nuovo assessore alla mobilità Gianfranco Ceci cita sovente le telecamere, ma nonostante il sistema necessiti solo di essere sperimentato ed avviato, non succede nulla.<br />
<strong>Inizia il lungo stillicidio di motivazioni e scuse più o meno ufficiali e più o meno tecniche a giustificazione della mancata accensione:</strong> è un sistema complicato, bisogna capire bene chi può entrare provvisoriamente e chi no, bisogna concertare con i commercianti, bisogna installare i pannelli informativi (per una ZTL esistente da un ventennio erano davvero fondamentali?), bisogna fare molte cose che nemmeno si sanno, ma bisogna comunque farle.<br />
Tutte buone ragioni, per carità, ma è poco comprensibile come questa concertazione abbia richiesto due anni e mezzo di tempo. Non ho mai mancato di sottolineare come le difficoltà tecniche, a mio modesto parere, mascherassero una volontà politica di evitare, o quantomeno ritardare, l’accensione del dispositivo.<br />
<strong>Al periodo delle scuse ufficiali è seguito poi il periodo delle scadenze non rispettate.</strong> Sempre l’Assessore di riferimento ha spesso indicato date di accensione, puntualmente procrastinate nel tempo, ottenendo l’invidiabile risultato di eleggere il sistema di controllo degli accessi al centro di Bergamo come il più testato e complicato d’Italia e del mondo civilizzato.</p>
<p><strong>Forse adesso ci siamo per davvero… addì, un qualche giorno futuro del 2012.</strong><br />
Da qualche mese sono comparsi i pannelli informativi e nonostante continuino ad esporre comunicazioni di “prove tecniche” (o politiche?), pare che il solco sia ormai tracciato.</p>
<p>Cosa resta di questa lunga vicenda durata più di due anni?<br />
L’Amministrazione Tentorio sembrerebbe storicamente priva del coraggio e della volontà politica di accendere tempestivamente le telecamere per controllare gli accessi automobilistici al centro storico.<br />
<strong>Si è perciò ritardata a dismisura una decisione importante per la qualità urbana della nostra Città Alta. Le sacrosante ragioni ambientali e civili non sono mai riuscite a smuovere l’inerzia di questa Amministrazione e solo oggi che le casse del Comune piangono miseria, improvvisamente le telecamere sono diventate utili, necessarie ed accendibili, trasformando, forse, uno strumento di civiltà in un mero strumento di cassa.</strong></p>
<p>(Trad. titolo, banalmente:  &#8220;meglio tardi che mai&#8221;)</p>
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		<title>DELLE INSEGNE E DELLE VETRINE&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 16:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[decoro urbano]]></category>
		<category><![CDATA[kebab]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, 19 dicembre 2011, il Consiglio Comunale ha approvato all&#8217;unanimità un ordine del giorno da me presentato sul tema della tutela delle zone storiche della città ed in particolare sulla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ieri, 19 dicembre 2011, il Consiglio Comunale ha approvato all&#8217;unanimità un ordine del giorno da me presentato sul tema della tutela delle zone storiche della città ed in particolare sulla questione delle vetrine e delle insegne degli esercizi commerciali in tali aree.</strong></p>
<p>Negli ultimi anni alcuni negozi si sono insediati in Città Alta e nei borghi, mostrando totale mancanza di rispetto verso le caratteristiche peculiari delle zone storiche. Luci al neon, colori fosforescenti, porte scorrevoli; questi sono solo alcuni degli elementi &#8220;stilistici&#8221; utilizzati, certamente più adatti ai corridoi di un centro commerciale che non alle viuzze medioevali.</p>
<p><strong>Proprio per evitare il protrarsi di simile brutture, ho pensato di impegnare il Comune di Bergamo a redigere entro il 2012 un regolamento specifico per le vetrine e le insegne dei negozi,</strong> in accordo con le disposizione già esistenti del regolamento edilizio e degli altri strumenti vigenti. Tale regolamento si avvarrà di un abaco per dettagliato, cioè di un campionario di soluzione ammesse, alle quali sarà obbligatorio attenersi. Sono sicuro che gli uffici comunali sapranno svolgere un ottimo lavoro in tal senso.</p>
<p><strong>Il tema è di grande attualità, anche se viene affrontato con diverse prospettive culturali.</strong> La maggioranza in Consiglio, costituita da Lega Nord e PDL, si merita un ringraziamento per aver sostenuto il mio ordine del giorno, ma insiste anche con il binario di future modifiche al regolamento del commercio, nel tentativo di poter condizionare le attività sulla base del prodotto venduto e della classe merciologica. Una strada difficile, forse impossibile (viste le recenti liberalizzazioni in tema di commercio), una strada che non condivido perché velatamente ideologica. Tutti ricorderanno le polemiche sui kebab, fomentate dalla Lega, e la battaglia di quel partito per un commercio tipico contrapposto ad uno supposto come estraneo alla tradizione. A tal proposito rimando ad una mia lettera pubblicata da L&#8217;Eco di Bergamo due anni fa e riproposta in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/kebab-urbani/" target="_blank">post </a></span>di questo blog.</p>
<p><strong>Noi della minoranza crediamo sia più utile ed efficace percorrere il binario dell&#8217;estetica e delle norme edilizie.</strong> Innanzittutto il Comune ha in questo caso maggiori margini di intervento. In secondo luogo non si rischiano inutili e fastidiose discriminazioni.</p>
<p>Inoltre si evitano cortocircuiti imprevedibili. Ad esempio, chi può garantire che un negozio &#8220;tipico&#8221; (ammesso e non concesso che si riesca a dare una definizione di tale termine) allestisca vetrine rispettose?</p>
<p><strong>Il testo completo dell&#8217;ordine del giorno può essere scaricato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://dl.dropbox.com/u/2596664/ODG%20COLL.2%20A%20ODG%2064%20-%20E0150621.pdf" target="_blank">qui</a></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>COMUNICATO STAMPA SU CASA SUARDI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 18:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[alienazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Suardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 14 dicembre ore 19,30 a Palazzo Frizzoni il Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende consegna al Sindaco le 4.250 firme di cittadini che dicono NO alla vendita di Casa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 14 dicembre ore 19,30 a Palazzo Frizzoni il Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende consegna al Sindaco le 4.250 firme di cittadini che dicono NO alla vendita di Casa Suardi in Piazza Vecchia.</strong></p>
<p>Appello al Sindaco e ai consiglieri comunali perché conservino lo storico edificio patrimonio della città.</p>
<p>“ Ho il dovere di ascoltare la città e di prendere atto che la maggioranza del Consiglio Comunale non è favorevole alla vendita”. Nel luglio scorso, con questa dichiarazione, il Sindaco ci aveva rassicurato. Sulla spinta di un certo dissenso creatosi tra i cittadini, aveva fatto capire di aver accantonato la decisione di vendere Casa Suardi in Piazza Vecchia.</p>
<p><strong>Sono passati solo 4 mesi da questa dichiarazione e in questi giorni lo stesso Sindaco, nell&#8217;illustrare le difficoltà di bilancio del Comune di Bergamo, ha annunciato la messa all&#8217;asta del bene storico nel 2012.</strong></p>
<p>Le difficoltà di bilancio sono innegabili, ma la manovra del governo Monti ha aperto uno spiraglio per i Comuni che consiglierebbe quantomeno di sospendere per ora, una alienazione che impoverirebbe il patrimonio storico del Comune. <strong>Chi governa la città ha sì il compito di far quadrare i conti, ma anche il dovere, non meno importante, di tutelare e valorizzare il patrimonio di edifici pubblici che racchiudono la storia e la memoria della comunità.</strong> Vale la pena di ricordare, ancora una volta, che l&#8217;edificio di grande valore architettonico, patrimonio del Comune da quasi 700 anni, è stato la sede del Podestà Veneto e di grandi Istituzioni Pubbliche, dal Tribunale al Museo di Scienze fino a diventare sede dell&#8217;Università di Bergamo. Affacciato su Piazza Vecchia, stretto tra il Palazzo del Podestà Comunale (in procinto di essere inaugurato) e la Biblioteca Mai, a ridosso del Teatro Sociale, è parte di quell&#8217;unicum monumentale, civico e religioso, che è Piazza Vecchia. Come si può pensare di non mantenerne la funzione pubblica e culturale e cedere ai privati un palazzo così importante? Quando già si conosce la necessità di maggiori spazi per la Biblioteca  Mai e l&#8217;esigenza di creare un secondo ingresso per il Teatro Sociale, o di trovare una nuova sede per il Conservatorio.</p>
<p>Nello scorso mese di luglio il movimento Piazza Vecchia Non Si Vende, insieme alle associazioni  e a tanti cittadini che hanno aderito, aveva avviato una raccolta di firme di cittadini contrari alla vendita di Casa Suardi.</p>
<p><strong>Domani, 14 dicembre alle ore 19,30 a Palazzo Frizzoni alcuni rappresentanti del Movimento consegneranno al Sindaco le 4.250 firme raccolte (di cui oltre 2.600 di residenti in città).</strong></p>
<p>Il Movimento si appella a tutti i consiglieri comunali affinché con il loro voto non sanciscano il definitivo distacco dell&#8217;edificio dalla sua comunità e chiede al Sindaco un gesto di vero coraggio: lasci Piazza Vecchia alla città.</p>
<p><strong>La consegna delle firme non costituisce la fine del Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende che cesserà di mettere in campo le sue iniziative solo quando sarà certo che Casa Suardi verrà cancellata dalla lista dei beni posti in vendita.</strong></p>
<p><strong>MOVIMENTO PIAZZA VECCHIA NON SI VENDE                          </strong></p>
<p>Bergamo, 13 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/06/5055f8c87de6cf0d2dcb7ef7b2dac464_medium.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-79" title="casa suardi" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/06/5055f8c87de6cf0d2dcb7ef7b2dac464_medium.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a></p>
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		<title>I FURBETTI DEL TRAFFICO</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 22:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ceci]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto con grande piacere l&#8217;ottimo intervento del mio collega consigliere Giacomo Angeloni in merito alla pessima gestione delle Zone a Traffico Limitato che l&#8217;Amministrazione di centrdestra sta attuando&#8230; Leggete l&#8217;articolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riporto con grande piacere l&#8217;ottimo intervento del mio collega consigliere Giacomo Angeloni in merito alla pessima gestione delle Zone a Traffico Limitato che l&#8217;Amministrazione di centrdestra sta attuando&#8230;</strong></p>
<p><strong>Leggete l&#8217;articolo e capirete di cosa si sta parlando&#8230;</strong></p>
<p><em>&#8220;L&#8217;eliminazione (o almeno il ridimensionamento) delle Ztl è stata una della bandiere della campagna elettorale di Tentorio, ma a distanza di oltre due anni non sono state modificate. Sono, però, cancellate di fatto: basta passeggiare in via Tasso, Pignolo, piazza Pontida per notare decine di auto parcheggiate dove non dovrebbero, basta fermarsi pochi minuti ad osservare una di queste vie per vedere come il divieto venga sistematicamente infranto da numerosi automobilisti poco rispettosi delle regole. </em></p>
<p><em>Regole che l&#8217;amministrazione non sembra però voler far rispettare davvero. Non lo dice il centrosinistra, non lo dice l&#8217;opposizione: lo dicono i dati forniti dalla Polizia locale. Nei primi sei mesi del 2009, al termine del mandato di Bruni, le contravvenzioni elevate perché l&#8217;automobilista &#8220;accedeva nella zona a traffico limitato&#8221; sono state 2.676. Nello stesso periodo del 2011, con la giunta Tentorio al governo della città, il totale è fermo a 661. </em></p>
<p><em>Oltre il 75 per cento in meno, senza che si noti una consistente diminuzione del passaggio di auto negli orari e nelle zone &#8220;proibite&#8221;. <strong>Noi non siamo per tartassare i cittadini con multe e contravvenzioni, ma pensiamo che le leggi, quando ci sono, debbano essere rispettate e fatte rispettare: in caso contrario si rischia di premiare i furbetti, e di penalizzare gli automobilisti onesti che continuano ad allungare il proprio percorso per non violare il divieto. </strong></em></p>
<p><strong><em>Noi siamo sempre stati favorevoli alle Ztl, Tentorio e Ceci hanno ripetutamente promesso ai commercianti che le avrebbero eliminate. E allora lo facciano, e se ne assumano la responsabilità politica. Almeno eviteranno di prendere in giro i cittadini. </em></strong></p>
<p><em><strong>Infine, ancora non riusciamo a vedere una politica chiara della mobilità per questa città</strong> (a meno che la politica non sia &#8220;auto ovunque e comunque&#8221;): i parcheggi di interscambio sono stati abbandonati, le piste ciclabili non arrivano (quella della Malpensata, finanziata dal 2009, è bloccata da beghe tra assessori) o vengono cancellate. </em></p>
<p><em>E tra tante promesse mancano i risultati: ancora non si vede il potenziamento delle Bigi, la tessera unica sosta più bus, più volte proposta dal Pd. Per non parlare dei varchi per l&#8217;accesso a Città Alta: in questi giorni si vede qualche schiarita, ma ci son voluti ben due anni perché l&#8217;assessore realizzasse i cartelli segnalatori necessari ad attivarli. </em></p>
<p><em>Capiamo il difficile momento economico, ma su questi temi non servono grandi risorse. Solo il desiderio di risolvere i problemi e lavorare per rendere Bergamo più vivibile&#8221;.</em></p>
<p>Giacomo Angeloni (Consigliere comunale del Partito Democratico)</p>
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		<title>7 DUBBI IN 7 GIORNI&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 10:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuovo stadio]]></category>
		<category><![CDATA[PLIS]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche a voler essere pazienti, a voler evitare pregiudizi, a voler giudicare senza preconcetti, insomma, anche a metterci tutta la buona volontà, sulla vicenda del (possibile) nuovo stadio di Bergamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a voler essere pazienti, a voler evitare pregiudizi, a voler giudicare senza preconcetti, insomma, anche a metterci tutta la buona volontà, <strong>sulla vicenda del (possibile) nuovo stadio di Bergamo prop</strong><strong>rio non si riesce a stare tranquilli.</strong></p>
<p>E&#8217; notizia di ieri che il Presidente dell&#8217;Atalanta Antonio Percassi ha rimandato di una settimana la presentazione del progetto del cosiddetto “Parco dello Sport” che dovrebbe sorgere nell&#8217;area di Grumello del Piano. E&#8217; chiaro, non sarà una settimana a cambiare il corso degli eventi, benchè in realtà il progetto fosse atteso a Settembre e il ritardo sia ormai di quasi 4 mesi.</p>
<p><strong>Il vero problema è che fin dall&#8217;inizio</strong><strong> di tutta questa storia, </strong><strong>cioè fin dall&#8217;approvazione del Piano di Governo del Territorio, non si è mai avuta alcuna certezza per una operazione urbanistica di portata mastodontica.</strong> Come a dire: &#8220;cari cittadini, lasciate fare a noi&#8230; fidatevi&#8221;</p>
<p>In fase di approvazione del Piano di Governo del Territorio la maggioranza Lega/PDL ha modificato la destinazione di 350.000 metri quadri di campagna, in zona Grumello, sottraendoli dall&#8217;area tutelata del nascente Parco Agricolo Ecologico e inventando una nuova destinazione denominata in modo accattivante &#8220;V9 &#8211; Verde per lo sport e il tempo libero&#8221;.</p>
<p>Tale area &#8220;verde&#8221; non è altro che la zona prescelta per il nuovo stadio, le infrastrutture viabilistiche e le volumetrie commerciali annesse e connesse alla sua realizazzione.</p>
<p>Caso sorprendente all&#8217;interno del Piano Territoriale, l&#8217;area &#8220;verde&#8221; in questione è in realtà grigia, grigissima, poichè risulta l&#8217;unica per cui <strong>non viene indicato alcun limite volumetrico</strong><strong> e nemmeno un paramentro edilizio.</strong> Insomma, siamo di fronte al classico assegno in bianco. E&#8217; questa un&#8217;anomalia del Piano di cui si è discusso troppo poco, specie per i rischi ambientali che pone. Come può un progetto tanto significativo avere una contestualizzazione urbanistica tanto approssimativa?</p>
<p>Al rincorrersi delle prime voci sul nuovo stadio e su i suoi annessi e connessi,<strong> il Sindaco è stato più volte sollecitato (dalle opposizioni, </strong><strong>da varie associazioni, dai residenti di Grumello, dai cittadini in generale) ad assumersi un ruolo </strong><strong>forte, capace di esercitare un</strong><strong>a </strong><strong>chiara regia su un&#8217;operazione di carattere privato (lo stadio verrebbe costruito a spese dell&#8217;Atalanta), ma dalle forti ricadute pubbliche (in fatto di viabilità e assetto del territorio).</strong></p>
<p><strong>Ebbene, non credo che questo sia avvenuto</strong> e il Sindaco Tentorio ha sempre risposto che si attendeva il progetto prima di fare delle valutazioni. Non credo, però, che il progetto sia solo un pacco regalo che il Comune scarta con la stessa avidità innocente di un bambino nel giorno di Santa Lucia.</p>
<p>Il Comune dovrebbe aver già studiato/pensato/analizzato la situazione territoriale ed immaginato differenti scenari. Dovrebbe soprattutto aver già avviato discussioni esterne sul tema e non solo riunioni private, dovrebbe in sostanza avere le idee chiare e averle un po’ chiarite anche ai cittadini.</p>
<p>Caso strano, per un progetto di cui non si sa nulla in termini di volumetria, viabilità ed impatto teritoriale, sono già girate a livello di opinione pubblica alcune accattivanti immagini del nuovo stadio: un fulgido diamante ipermoderno, circondato da tanti alberelli e gente felice.</p>
<p>E&#8217; la classica strategia del &#8220;rendering preventivo”, ovvero la diffusione di simulazioni grafiche virtuali per creare condivisione e consenso intorno ad un progetto potenzialmente difficile. Sono disegni dove la tristezza non è di casa, benché il progetto consumi suolo agricolo, invece che indirizzarsi al recupero di aree abbandonate.</p>
<p>In sostanza, non è certo il rinvio di una settimana a modificare un ritardo già cospicuo nelle scelte di questa Amministrazione in fatto di partecipazione dei cittadini al disegno del futuro della città. <strong>Anche a voler a tutti i costi il nuovo stadio, anche a preferire il &#8220;verde&#8221; costruito del Parco dello Sport al verde reale del Parco Agricolo, c&#8217;è da essere quanto meno confusi (e un po&#8217; arrabbiati) per la nebbia che avvolge ancor&#8217;oggi il destino di questo grande progetto.</strong></p>
<p><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/marche-023.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-467" title="PLIS" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/marche-023-300x225.jpg" alt="" width="498" height="373" /></a></p>
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		<title>SCAMBIO DI &#8220;IDEE&#8221; SU CASA SUARDI</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[alienazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Suardi]]></category>
		<category><![CDATA[lista bruni]]></category>
		<category><![CDATA[lista tentorio]]></category>
		<category><![CDATA[piazza vecchia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto di seguito la lettera del consigliere comunale di maggioranza Davide De Rosa e la risposta scritta che ho firmato insieme alla consigliera Ghisalberti della Lista Bruni. Entrambe le lettere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto di seguito la lettera del consigliere comunale di maggioranza Davide De Rosa e la risposta scritta che ho firmato insieme alla consigliera Ghisalberti della Lista Bruni.</p>
<p>Entrambe le lettere sono state pubblicate da L’Eco di Bergamo.</p>
<p><strong>Le considerazioni del consigliere De Rosa sembrano purtroppo indicare la vendita di Palazzo Suardi come una realtà sempre più imminente…</strong></p>
<p><strong>De Rosa (Lista Tentorio) scrive:</strong></p>
<p><em>“Non prendiamoci in giro! Il capogruppo del Pd, Elena Carnevali, e tutta l’opposizione sostengono che per mesi la giunta Tentorio ha tergiversato sul programma alienazioni immobiliari. Nulla di più falso. Infatti il Piano delle alienazioni ha trovato forte resistenza proprio nel Pd e nelle file dell’opposizione.</em></p>
<p><em>Il Pd e le opposizioni, occorre ricordarlo, oltre ad aver fatto bagarre nella riunione del Consiglio comunale in cui il Piano era all’ordine del giorno, ponendo il veto sull’alienazione di molti beni pubblici, senza fornire alternative valide, hanno furbescamente omesso di dire ai cittadini le reali ragioni per cui si doveva necessariamente procedere alla vendita degli immobili e in particolare di Palazzo Suardi. Hanno così promosso tra i cittadini una forte campagna denigratoria, al fine proprio di evitare la cessione ai privati di tali patrimoni, specialmente quella di Palazzo Suardi, che è sicuramente il più appetibile non solo per la sua posizione, ma anche perché non soggetto a immediate trasformazioni come invece Astino e altri.</em></p>
<p><em>Il malcontento popolare suscitato dalla disinformazione e la non urgente ,allora, necessità di attuare una scelta impopolare hanno fatto desistere dal mettere in atto nell’immediato la “contestata” vendita dell’immobile di Piazza Vecchia. Si sa che fare cessioni nel mercato finanziario attualmente è sbagliato ma, purtroppo, è l’unica vera e concreta soluzione che, come Amministrazione, abbiamo per non fermare investimenti sia su nuove opere e manutenzioni, sia su opere (fra cui la ristrutturazione e ampliamento dell’Accademia Carrara ecc.) che, iniziate sotto la precedente Amministrazione, per la loro importanza sono state condivise e sostenute dalla maggior parte delle forze politiche, noi compresi, rischierebbero di rimanere incompiute a causa della crisi attuale.</em></p>
<p><em><strong>Coerentemente la Lista Tentorio si è sempre schierata a favore della vendita del Palazzo Suardi in Piazza Vecchia, in quanto tale immobile avrebbe sicuramente trovato un acquirente e avrebbe fatto incassare almeno 8 milioni di euro</strong> con la conseguenza che avremmo evitato la vendita dolorosa di azioni A2A che, a differenza degli immobili pubblici quasi inutilizzati, distribuiscono capitali e non li assorbono…”</em></p>
<p><strong>Il sottoscritto e Ghisalberti (Lista Bruni) rispondono:</strong></p>
<p><em>“Leggendo la lettera del consigliere De Rosa viene da chiedersi a quale Consiglio comunale abbia partecipato e in quale città viva. Accusa le minoranze di aver fatto forte resistenza al piano delle alienazioni, ma dovrebbe invece ricordare che noi eravamo d’accordo sulla gran parte delle alienazioni proposte dalla Giunta, per oltre 40 milioni di euro (su  52).</em></p>
<p><em>Dovrebbe anche ricordare che le minoranze non hanno alcun diritto di veto, e che alcuni “problemi” nelle votazioni sono interamente attribuibili ai mal di pancia della sua stessa coalizione.</em></p>
<p><em><strong>Siamo ormai a fine anno, ma delle alienazioni messe a bilancio non è ancora entrato un singolo euro. Se oggi i conti non tornano è colpa quindi di un piano di dismissioni presentato in grave ritardo e mai concretamente avviato.</strong></em></p>
<p><em><strong>Ben diversa rispetto alla maggioranza è stata invece la nostra posizione su Casa Suardi, la ex sede dell’Università in Piazza Vecchia. Un palazzo storico che non consideriamo un bene da mettere in vendita con la stessa logica di un qualsiasi altro edificio. Non adesso, quando ancora ci sono altre possibilità.</strong></em></p>
<p><em>Sono visioni diverse su cui è bene ci sia ancora un confronto tra opinioni, corretto e rispettoso. Vendere un edificio storico di Piazza Vecchia le cui mura hanno vissuto la storia di Bergamo, comunque la si pensi, è una decisione che non si prende a cuor leggero, ben sapendo che entrambe  le scelte avranno delle conseguenze. E’ quindi utile e auspicabile che ci sia un confronto non solo in consiglio comunale, ma anche in città, ed è importante che i cittadini siano informati su quanto l’amministrazione sta decidendo, perché a essere messo in vendita è un pezzo del patrimonio di tutti.</em></p>
<p><em>Riteniamo quindi offensivo e inaccettabile che il consigliere della Lista Tentorio  attribuisca a noi la responsabilità del “malcontento popolare” creatosi in città sulla vendita di Casa Suardi, imputandoci una presunta azione denigratoria.</em></p>
<p><em>In realtà della lettera del consigliere della Lista Tentorio non ci preoccupano né le parole offensive nei nostri confronti, né le sue inesattezze (alcune anche gravi, come l’elogio all’Amministrazione attuale per non aver inserito Astino tra i beni in vendita, dimenticando che il monastero non è nemmeno di proprietà comunale).</em></p>
<p><em><strong>Ci preoccupa invece il messaggio che vi si legge: il destino di Casa Suardi è già segnato verso la vendita ai privati, benché il Sindaco avesse a luglio fatto sperare nel contrario.</strong></em></p>
<p><em>Sembra che De Rosa voglia delegittimare l’azione di tanti cittadini e associazioni che si sono mobilitate contro questa decisione, facendo ricadere le colpe sul presunto complottismo delle minoranze.</em></p>
<p><em>Questo, francamente, sarebbe davvero grave”.</em></p>
<p><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/06/5055f8c87de6cf0d2dcb7ef7b2dac464_medium.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-79" title="casa suardi" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2011/06/5055f8c87de6cf0d2dcb7ef7b2dac464_medium.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a></p>
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