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	<title>Il Blog di Stefano Zenoni (Zeno)</title>
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	<description>&#34;Vivo in un posto dove tutto quello che accade sembra accadere per caso. Una strada attraversa il paese. Il paese è quella strada. Nessuno ha scelto di vivere qui. Ma c&#039;è qualcosa che ci trattiene. Perchè anche se non c&#039;è amore, a volte c&#039;è qualcos&#039;altro...&#34; (Massimo Volume)</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 May 2012 16:46:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>UN FULCRO PER CITTÀ ALTA</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Approda questa settimana in III commissione e prossimamente in Consiglio comunale l’accordo raggiunto tra Comune e Ministero per i Beni e le Attività Culturali sul ex monastero ed ex carcere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approda questa settimana in III commissione e prossimamente in Consiglio comunale <strong>l’accordo raggiunto tra Comune e Ministero per i Beni e le Attività Culturali sul ex monastero ed ex carcere di Sant’Agata in Città Alta.</strong></p>
<p>E’ una bella notizia. Il grande edificio, fino ad oggi proprietà del demanio statale e parzialmente occupato dal Circolino, passa gratuitamente al patrimonio del comune e potrà diventare in futuro la pedina fondamentale per proseguire nell’opera di rilancio di quella parte di Città Alta costituita anche dall’altro ex monastero del Carmine.</p>
<p>Carmine-Sant’Agata, per l’appunto; così si usa definire quella porzione del centro storico. Due ex monasteri dalla storia travagliata, bisognosi di urgenti restauri.</p>
<p>Ecco allora che <strong>il quadro progettuale immagina di lasciare Sant’Agata ad uso alberghiero</strong> (in concessione), ricavando così dai privati le risorse per ristrutturare entrambi i complessi, <strong>destinando invece il Carmine a funzioni pubbliche</strong> (nuova sede del circolino, sede del Teatro Tascabile, alloggi sociali ecc…).</p>
<p>Si tratta di <strong>un progetto ambizioso</strong>, che vuole recuperare due edifici monumentali, ma anche le tracce medioevali e romane di una parte di città fino ad oggi trascurata e poco conosciuta.</p>
<p>Un progetto che cerca di proporre <strong>una nuova centralità per il centro storico, un nuovo polo di vita sociale e culturale.</strong></p>
<p>Restano però alcune criticità non da poco. In primis, la necessità di salvaguardare le attività della Cooperativa Città Alta e del Teatro Tascabile, in questi decenni soggetti attenti alla cura degli edifici, nonché risorse innegabili per il quartiere. Come potranno convivere il Circolino e il TTB con il cantiere? Basteranno per il futuro i nuovi spazi nel compendio del Carmine?</p>
<p>Resta poi da capire se la sostenibilità economica del progetto, in un momento così difficile, possa essere garantita. L’Assessore Pezzotta garantisce sulla bontà dei calcoli e delle stime.</p>
<p>Al di là di tutto, c&#8217;è anche l’impressione di una <strong>svolta positiva nella vicenda, </strong>la sensazione che quando alcuni progetti validi vengono perseguiti con determinazione da diverse amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, si ottengono i risultati migliori. La storia di questo progetto, infatti, parte dagli studi con Bruni sindaco e termina oggi con l’attuale Giunta. Vedremo se Tentorio saprà risolvere le problematicità di un&#8217;operazione molto complessa dal punto di vista finanziario.</p>
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		<title>IL GIOCO DELLE TRE CARTE&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuovo stadio]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttamente dal Guinness dei Primati, vince il primo posto per assurdità la notizia che il Parco dello Sport a Grumello del Piano potrebbe procedere per piccoli lotti, a cominciare dal...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direttamente dal Guinness dei Primati, vince il primo posto per assurdità la notizia che <strong>il Parco dello Sport a Grumello del Piano potrebbe procedere per piccoli lotti</strong>, a cominciare dal palazzetto dello sport e non dallo stadio.</p>
<p>Dunque, ricapitolando brevissimamente, è ben nota la mia/nostra contrarietà ad un’operazione urbanistica mastodontica, cavalcata dal centrodestra, ma mal pianificata in termini tecnici e responsabile, qualora si concretizzasse, di un elevato danno ambientale in un’area agricola identificata in precedenza come bisognosa di tutela (rimando ai molti post precedentemente pubblicati in questo blog per eventuali approfondimenti e per capire meglio la nostra posizione, favorevole al riuso dell’attuale stadio in città).</p>
<p>Ebbene, di fronte all’eccessiva dimensione di questo progetto (600.000  mq di superficie territoriale in tutto, tra stadio, palazzetto, negozi, parcheggi e aree sportive, interamente insistenti su aree agricole, per un totale di 250 milioni di euro di investimenti), già qualche tempo aleggiava ufficiosamente la possibilità che potessero partire solo alcuni lotti e non tutto l’insieme. <strong>Avevamo già scritto, come minoranze, quanto ci sembrasse assurdo che il progetto del nuovo stadio potesse, in fin dei conti, farsi anche senza stadio. </strong></p>
<p>Una provocazione surreale? Non proprio.</p>
<p><strong>E’ notizia di questi giorni infatti che Cividini, proprietario di una parte delle aree di Grumello interessate dal progetto, abbia incontrato Tentorio proponendo di cominciare subito dal Palazzetto, in quanto meno oneroso dell’operazione stadio nel complesso.</strong></p>
<p>Comprendo benissimo la legittima posizione di un privato interessato, faccio fatica a capire l’apertura del Sindaco a tale idea. Ci sono almeno <strong>due livelli di criticità/assurdità in questa prospettiva.</strong></p>
<p>Uno lo ha ben sottolineato, il giorno successivo sempre sul giornale, l’assessore leghista all’ambiente Bandera, aprendo un piccolo fronte polemico interno alla maggioranza. In sostanza, dice Bandera, il consumo di suolo è un problema serio; per un grande e ambizioso progetto so possono fare delle valutazioni, ma <strong>se si procede per francobolli si rischia di non risolvere nulla e di compromettere comunque il territorio</strong>. Io credo che anche il grande progetto sia nocivo in termini urbanistici, ma la posizione di Bandera mi ha felicemente incuriosito e spero che serva a non far passare la nuova strategia.</p>
<p>La seconda questione è al limite del ridicolo. L’Amministrazione Bruni prevedeva il palazzetto nell’Area Europan alla Celadina, all’interno di un progetto di riqualificazione di una zona bisognosa di recupero ed oggi parzialmente degradata. L’amministrazione Tentorio ha traslato idealmente il palazzetto da quell’area, mettendolo a Grumello, con la giustificazione di voler rafforzare l’idea di Parco dello Sport. Piuttosto che solo lo stadio, meglio anche il palazzetto, si disse tempo fa. Ed <strong>oggi invece arriviamo all’assurdo che lo stadio svanisce, per i chiari di luna della crisi, mentre il palazzetto resterebbe, solo ed isolato a Grumello</strong>. Lo si riporti a Celadina, piuttosto, salvaguardando così suolo agricolo in pianura.</p>
<p>Di fronte a tanta incertezza, una sola cosa è chiarissima: la confusione di Tentorio e della sua Amministrazione nel gestire un’operazione di tale complessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IN ATTESA DI QUALCHE COSA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Stop ai consigli comunali che si reggono soltanto sulle proposte e le interrogazioni presentate dalle minoranze, palazzo Frizzoni deve tornare ad essere il luogo di discussione del futuro della città....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Stop ai consigli comunali che si reggono soltanto sulle proposte e le interrogazioni presentate dalle minoranze, <strong>palazzo Frizzoni deve tornare ad essere il luogo di discussione del futuro della città</strong>. Per questo abbiamo voluto dare <strong>un segnale forte</strong> ai cittadini e alla giunta: <strong>abbiamo scelto di ritirare momentaneamente tutti gli ordini del giorno da noi presentati</strong> per sottolineare l&#8217;assoluta mancanza di delibere di giunta e di dibattito che caratterizza questo mandato”.</p>
<p>La dura presa di posizione di Partito democratico, Lista Bruni, Italia dei Valori, Verdi e Udc arriva dopo l&#8217;ennesimo consiglio comunale, quello del 16 aprile, convocato senza che alcuna delibera di giunta sia prevista dall&#8217;ordine dei lavori: solo interpellanze e ordini del giorno, quasi tutti a firma dell&#8217;opposizione. La situazione non è stata migliore nei mesi scorsi: dall&#8217;inizio del 2012 sono state solo 5 le delibere discusse dal consiglio (il regolamento di polizia mortuaria, l&#8217;ampliamento della scuola Montessori, la variante per Cento Stazioni, il rifinanziamento di Teb e il piano per i “posteggi isolati” degli ambulanti).</p>
<p>“Il nostro gesto – spiegano le minoranze, dopo aver comunicato all&#8217;ufficio di presidenza la decisione di sospendere, seppur in via temporanea, gli ordini del giorno presentati – non vuole essere una semplice provocazione, ma <strong>un modo per rendere noto ai cittadini lo svuotamento del ruolo e della funzione del consiglio comunale,</strong> in un momento che invece è particolarmente difficile per tanti cittadini che chiedono risposte alla politica e da chi è al governo della città. Anche l&#8217;invito del Presidente del Consiglio Redondi, che ha chiesto agli assessori maggiori contenuti da portare in discussione, è caduto nel vuoto. <strong>Noi saremo comunque presenti in aula, dove non faremo mancare il nostro impegno</strong>, come sempre abbiamo fatto anche garantendo spesso il numero legale quando questo era a rischio per le assenze della maggioranza, continuando con il nostro lavoro di opposizione responsabile ma ferma, come abbiamo fatto in questi mesi”.</p>
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		<title>UN BARLUME DI&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[PGT]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[In un Consiglio comunale un po’ concitato passa, per fortuna, un mio ordine del giorno che salva per i Piani Attuativi un momento di discussione democratica e pubblica. Spiego l’antefatto:...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un Consiglio comunale un po’ concitato passa, per fortuna, un mio ordine del giorno che salva per i Piani Attuativi un momento di discussione democratica e pubblica.</strong></p>
<p>Spiego l’antefatto: <strong>la Regione Lombardia, targata PDL e Lega, ha deciso per legge di riservare alla sola Giunta (Sindaco e Assessori) l’approvazione delle trasformazioni urbanistiche della città,  mentre prima si doveva esprimere il Consiglio intero.</strong></p>
<p>E’ pur vero che si tratta solo delle trasformazioni giudicate conformi al Piano di Governo del Territorio (quelle in variante seguiranno la solita disciplina), ma se si considera che <strong>le sedute di Giunta sono a porte chiuse</strong>, mentre quelle di Consiglio sono pubbliche, si può facilmente capire quali problemi di trasparenza verso i cittadini ponga questa Legge regionale.</p>
<p>Inoltre, a differenza del Consiglio, <strong>la Giunta non è stata eletta dai cittadini</strong> (escluso il Sindaco, ovviamente). Di più, in Giunta figurano solo persone della maggioranza e non vi è nessuno della minoranza a fare funzione di controllo.</p>
<p>Ma perché la Regione ha scelto di cambiare la procedura in tal senso? Ce l’ha spiegato <strong>Daniele Belotti</strong>, consigliere della Lega Nord, ma anche Assessore regionale all’urbanistica. Parafrasando le sue parole, <strong>tale novità nascerebbe dall’esigenza di semplificare il procedimento autorizzativo in campo urbanistico ed edilizio</strong>, per rispondere alle problematiche di un settore, quello edilizio, in grave crisi. Su questa linea di pensiero si accodano anche altri consiglieri contrari al mio ordine del giorno. La burocrazia è il male del paese, dice il consigliere Marabini (Lista Tentorio), e tutti i provvedimenti che semplificano sono ben accetti.</p>
<p>Sinceramente, io penso che i problemi burocratici siano tutta un’altra cosa e che risiedano nelle lunghe attese per i pareri tecnici e le verifiche degli uffici. <strong>La Legge regionale confonde allora “burocrazia” con “democrazia” e cancella così uno spazio di discussione fondamentale, solo per avere un risparmio di due/tre settimane.</strong> Non è un bel segnale in un momento storico in cui la politica è sotto accusa anche per le scelte che fa o non fa. Negare ai consiglieri la possibilità di esprimersi su tali decisioni e ai cittadini la possibilità di assistere alla discussione è una grave perdita.</p>
<p>Per fortuna il mio ordine del giorno è stato approvato a maggioranza e dunque resterà un piccolo barlume di democrazia assembleare, attraverso le riunioni della Commissione Urbanistica. Solo tre consiglieri si sono espressi contro. Alla fine, a sorpresa e un po’ paradossalmente, lo stesso Belotti, ha votato a favore. Che si sia persuaso delle mie buone ragioni?</p>
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		<title>REDDITI 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 22:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno viene chiesto ai consiglieri comunali di pubblicare la propria dichiarazione dei redditi. Come ogni anno mi chiedo in quale paese i consiglieri comunali sono tenuti a pubblicare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come ogni anno viene chiesto ai consiglieri comunali di pubblicare la propria dichiarazione dei redditi.</strong></p>
<p>Come ogni anno mi chiedo in quale paese i consiglieri comunali sono tenuti a pubblicare la dichiarazione dei redditi (cosa buona e giusta), mentre per i ministri è una novità del 2012, ma tant&#8217;è&#8230;</p>
<p><strong>Come ogni anno io figuro (quasi) povero in canna</strong>, con un reddito dichiarato di 4.700 euro circa (dati pubblicati da L&#8217;Eco di Bergamo in data ordierna).</p>
<p>Come ogni anno comunico al Comune di aggiungere una postilla che spieghi il perchè di una vita tanto &#8220;fallimentare&#8221;. Nello specifico, <strong>nel 2010 ho percepito una borsa di studio ministeriale per lo svolgimento di un dottorato di ricerca. Tale borsa è esente tasse, e dunque non genera reddito ai fini fiscali.</strong> Non vivo con 4.000 euro all&#8217;anno, ma con qualcosa in più, per fortuna. La borsa ammonta a circa 12.000 euro all&#8217;anno.</p>
<p>Come ogni anno alcuni giornali riportano il dato numerico, ma non la postilla.</p>
<p>Come ogni anno i miei amici mi deridono e mi danno dell&#8217;evasore. L&#8217;importante e NON crederci.</p>
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		<title>LO SCANDALO &#8220;COMMISSIONI&#8221; A GENOVA&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 11:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[commissioni consiliari]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo con grande attenzione dello scandalo scoppiato a Genova, quello dei gettoni per le commissioni consiliari. In sostanza, il quotidiano La Repubblica ha scoperto che alcuni consiglieri comunali di Genova...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo con grande attenzione dello scandalo scoppiato a Genova, quello dei gettoni per le commissioni consiliari. In sostanza, il quotidiano La Repubblica ha scoperto che alcuni consiglieri comunali di Genova si presentavano all’appello iniziale delle riunioni, grarantendosi così la remunerazione tramite gettone (circa 90 euro lordi), e poi, dopo solo un minuto, abbandonavano l’aula senza tornarci più.</p>
<p>Sono ben felice di constatare che questo, da quando sono in carica, nelle commissioni consiliari del Comune di Bergamo non è mai avvenuto. Nessun consigliere, né di centro-sinistra né di centro-destra, ha mai manifestato atteggiamenti simili. Tutti si presentano all’inizio dei lavori e vi restano fino alla fine.</p>
<p>Può ovviamente accadere che vi siano delle assenze, ma in questo caso non viene erogato alcun compenso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 17:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[In data 6 marzo 2012 la Regione Lombardia ha approvato a maggioranza, con i voti di PDL e LEGA, il progetto di Legge n° 0133 “Norme per la valorizzazione del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In data 6 marzo 2012 la Regione Lombardia ha approvato a maggioranza, con i voti di PDL e LEGA, il progetto di Legge n° 0133 “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico &#8211; edilizia”.</p>
<p>Tale documento contiene numerose indicazioni nate nel presunto tentativo di rilanciare il settore edilizio dalla crisi economica, consentendo però, sulla scorta della infausta tradizione dei Piani Casa degli ultimi anni, molte deroghe di varia natura alla prassi edilizia ordinaria a scapito della pianificazione urbanistica comunale.</p>
<p>Le opposizioni in Consiglio Regionale (PD, IDV e SEL) hanno votato contro il provvedimento, riuscendo ad apportarvi soltanto qualche modifica migliorativa, in particolare sul tema dell’edilizia pubblica e sociale.</p>
<p>Ci sarà tempo per valutare gli effetti (e i danni) di questo provvedimento nemico del territorio, ma, come consiglieri comunali, ci preme sottolineare e rilevare da subito <strong>una gravissima novità.</strong></p>
<p><strong>Nei comuni sopra i 15.000 abitanti, e dunque anche a Bergamo, tutti i Piani Attuativi conformi al Piano di Governo del Territorio (PGT) non saranno più approvati dal Consiglio comunale, organo supremo di democrazia cittadina costituito di soli membri eletti, bensì dalla Giunta, cioè dal Sindaco e dai suoi assessori nominati.</strong></p>
<p><strong>C’è di peggio che non passando più in Consiglio, tali piani attuativi non verranno più nemmeno discussi in sedute pubbliche, quali sono quelle del Consiglio, ma in riunioni a porte chiuse, quali sono quelle della Giunta.</strong></p>
<p>E’ pur vero che la nuova norma si riferisce ai Piani Attuativi conformi al PGT, non a quelli in variante, ma stiamo comunque parlando dei Piani specifici che governano le grandi trasformazioni della città del futuro, cioè quelle che interessano le aree dismesse, le caserme e tutti i grandi nodi irrisolti della città di oggi e di domani. Ebbene, tutto questo diventerà solo una chiacchierata tra Assessori.</p>
<p>Stupisce (ma ormai nemmeno troppo) che tale incomprensibile provvedimento venga dalla Regione Lombardia, il cui assessore all’Urbanistica, Daniele Belotti della Lega Nord, è anche Consigliere comunale a Bergamo.</p>
<p><strong>Ancora una volta la Lega Nord, un partito federalista e difensore delle autonomie comunali solo a parole, sostiene provvedimenti neo-centralisti in chiave regionale</strong>, consentendo deroghe automatiche e incontrollabili agli strumenti urbanistici di competenza comunale ed ancor peggio, cancellando uno spazio di democrazia e trasparenza nella approvazione e nella discussione delle scelte urbanistiche della città.</p>
<p>Ci appelliamo a tutti i Sindaci e a tutti i consiglieri comunali interessati dalla nuova normativa, a cominciare da quelli di Bergamo, affinché facciano sentire la propria voce, rivendicando il mantenimento di una normale prassi democratica nelle scelte sul futuro della città in cui vivono e della comunità di cui fanno parte.</p>
<p>I gruppi consiliari del Comune di Bergamo</p>
<p>Lista Bruni</p>
<p>Partito Democratico</p>
<p>Italia dei Valori</p>
<p>Verdi con Bruni</p>
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		<title>SUL DECORO DI CITTA&#8217; ALTA&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 23:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[decoro urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu così che l’Assessore Foppa Pedretti ed il Sindaco Tentorio decisero di scrivere una bella letterina di due pagine a tutti i 335 firmatari del sacrosanto appello per difendere l’immagine...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fu così che l’Assessore Foppa Pedretti ed il Sindaco Tentorio decisero di scrivere una bella letterina di due pagine a tutti i 335 firmatari del sacrosanto appello per difendere l’immagine di Città Alta,</strong> minacciata dalla nascita di esercizi commerciali con vetrine irrispettose del contesto urbano.</p>
<p>Ne è nata una lettera ufficiale, con tanto di logo del Comune e numero di protocollo, inviata, immaginiamo, a spese dell’Amministrazione Comunale.</p>
<p><strong>Una lettera che ha solo un piccolo difetto, quello di fare campagna elettorale, utilizzando un’apparenza istituzionale e mistificando la realtà.</strong></p>
<p>Il culmine della faziosità lo si ritrova laddove il testo recita &#8220;il compito non facile, in presenza delle succitate norme liberiste nazionali ed europee ed <span style="text-decoration: underline;">in presenza di resistenze da parte delle opposizioni in Consiglio comunale</span>, è quello di adottare norme restrittive al fine di ripopolare le attività tradizionali rispetto a quelle che sono stridenti rispetto all&#8217;ambiente in cui sono collocate&#8221;.</p>
<p>Peccato che la lettera non ricordi che proprio le succitate opposizioni  hanno presentato un ordine del giorno, poi approvato, per chiedere di elaborare un regolamento delle vetrine nei borghi storici.</p>
<p>Qual è allora la nostra colpa? Forse quella di preferire una regolamentazione basata su criteri di tipo estetico rispetto al complicato tentativo della maggioranza di introdurre anche criteri di tipo merceologico, con il rischio di sforare in possibili illegittimità e discriminazioni (non sono certo nuove le campagne anti-kebab della Lega Nord)?</p>
<p><strong> Ribadiamo con forza che tutelare l’immagine di Città Alta e dei Borghi è una nostra priorità assoluta, pur rimarcando  un distinguo di metodo rispetto al percorso intrapreso da questa Amministrazione.</strong></p>
<p>Ci piacerebbe che l’Assessore Foppa Pedretti ed il Sindaco Tentorio rispettassero il lavoro di tutti i consiglieri, anche di quelli di opposizione, ed evitassero di fare campagna elettorale anticipata con la carta intestata e, temiamo, con i soldi del Comune di Bergamo.</p>
<p>I CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IDENTITA&#8217; IDIOMATICHE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dilaletto]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo con piacere il bel editoriale del Corriere della Sera – Ed. Bergamo che tratta il delicato tema del dialetto e della valorizzazione dell&#8217;idioma locale. Avevo scritto un post sull&#8217;arogmento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggo con piacere il bel editoriale del Corriere della Sera – Ed. Bergamo che tratta il delicato tema del dialetto e della valorizzazione dell&#8217;idioma locale.</strong><br />
Avevo scritto un post sull&#8217;arogmento tanto tempo fa. Lo si può leggere <a href="http://stefanozenoni.altervista.org/bergamo-berghem/" target="_blank">qui</a>.<br />
Mi fa piacere, molto piacere, osservare una certa affinità di opinioni.</p>
<p>Il tema è importante. Il dialetto è una forma espressiva fondamentale per il ricordo, la valorizzazione e la sopravvivenza della cultura locale, nella forma più spontanea e nobile al contempo. La sua conservazione e la sua valorizzazione dovrebbero essere una priorità fondamentale di tutte le forze politiche e sociali, e soprattutto, io credo, delle forze di centro-sinistra.<br />
Partendo da questa analisi, duole constatare che si è commesso il gravissimo errore di abbandonare questa battaglia alle grinfie della Lega, che ha trasformato sovente la questione in una lotta “ad excludendum”, cioè in una rivendicazione identitaria quanto mai forzata ed inutile, volta a sostenere battaglie non condivisibili indirizzate ad anacronistiche chiusure difensive.</p>
<p>Si gira e rigira intorno ad un nodo più generale. <strong>Esistono alcuni temi molto importanti (federalismo in primis, cultura locale, questioni identitarie, specificità regionali ecc&#8230;) sui quali la Lega esercita (o pretende di esercitare) un regime di monopolio culturale assolutamente ingiustificato e deleterio.</strong><br />
Sottolineo la parola “deleterio” perchè credo sia sotto gli occhi di tutti che in vent&#8217;anni di politica e politiche sbagliate la Lega non ha portato a casa molto, a parte i cartelli stradali in dialetto e poco altro. Non è un caso che il Corriere lanci oggi un grido di allarme per la sopravvivenza delle lingue locali.<br />
<strong>Sono questioni importanti per il futuro del nostro paese, in un&#8217;ottica di riaffermazione dell&#8217;identità unitaria italiana, senza tuttavia negare le differenze.</strong></p>
<p>Come già scrissi tempo fa e come ripete velatamente l&#8217;editoriale del Corriere, non ci si può concedere il colpevole lusso di abbandonare queste istanze a chi le trasforma in una strumentale agitazione. Sul federalismo, ormai, il dibattito è aperto e trasversale. Sul resto, forse, si sarebbe potuto fare di più e si deve fare di più. Un po&#8217; di autocritica a sinistra non farebbe affatto male.</p>
<div id="attachment_729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 515px"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/dialetto.gif"><img class="size-full wp-image-729" title="dialetto" src="http://stefanozenoni.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/dialetto.gif" alt="" width="505" height="599" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: www.wikipedia.it</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ITALIA, MONDO&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste.zeno</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera edizione Bergamo comunica oggi i risultati di un sondaggio Ipsos secondo il quale a Bergamo il 77% degli intervistati si dichiare favorevole a concedere la cittadinanza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Corriere della Sera edizione Bergamo comunica oggi i risultati di un sondaggio Ipsos secondo il quale a Bergamo il 77% degli intervistati si dichiare favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati e cresciuti in Italia (molto favorevole 61% &#8211; abbastanza favorevole 16%). L&#8217;articolo in versione web è consultabile <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/12_febbraio_15/immigrati-vescovo-voto-petizione-bergamo-1903287762729.shtml" target="_blank">qui</a></span>.</strong></p>
<p>Che dire, <strong>una buona notizia</strong>, per quanto i sondaggi non rispecchino necessariamente la realtà in tutti i suoi aspetti. Mi fa piacere ricordare che il tema interessa e riguarda persone che sono nate e cresciute nel nostro paese, persone che ha poco senso definire &#8220;straniere&#8221;, persone che sono italiane come noi, pur potendo contare un&#8217;origine differente.</p>
<p>Da qualche mese è attiva la campagna <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">Italia Sono Anch&#8217;Io</a></span>, promossa da molte realtà isituzionali e non, tra cui numerosi sindaci, presidenti di provincia e regioni, ANCI ecc&#8230;, volta a promuovere una raccolta firme per un&#8217;inziativa di Legge nella direzione di estendere il diritto di cittadinanza a queste situazioni.</p>
<p>Ricordo, non per vena polemica, ma per mera ricostruzione storica, che<strong> la maggioranza PDL-Lega del Consiglio comunale di Bergamo ha boccciato due ordini del giorno da noi presentati sull&#8217;argomento</strong>, negando due provvedimenti che non impegnavano il Comune a concedere niente di più che uno spazio democratico per la raccolta delle firme della campagna di cui sopra e una piccola azione per ricordare una legge già in vigore. Potete ricostruire l&#8217;accaduto consultando questo stesso blog all&#8217;articolo intitolato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://stefanozenoni.altervista.org/demofobia/" target="_blank">&#8220;demofobia&#8221;</a></span>.</p>
<p><strong>Dunque gli esponenti del PDL e della Lega sono stati contraddetti dal 77% degli intervistati. Bene così&#8230;</strong></p>
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