IL NODO GORDIANO

Tutti conoscono il cosiddetto “nodo di Pontesecco”, ovvero il restringimento stradale e la sequenza di semafori che tra Bergamo e Ponteranica rende spesso difficoltoso il traffico verso la valle. Lì termina la circonvallazione cittadina e oltre prosegue la strada provinciale (la quale, a dire il vero, non è che diventi poi particolarmente fluida).

Da anni, decenni, si discute di soluzioni e migliorie, dirette o indirette. Nel frattempo, negli orari del mattino, da molto tempo, la soluzione dei birilli consente di ampliare le corsie in entrata e rendere meno arduo l’ingresso in città. La provincia ha fatto un anno fa un puntuale rilievo della strada e sta cercando di stimare i costi totali di un intervento definitivo. Si tratta di qualche milione di euro almeno, con diverse difficoltà legate alla presenza di edifici prospicienti la carreggiata.

Bergamo e Ponteranica, come comuni, con le proprie risorse e i propri mezzi, stanno provando a fare qualche miglioria. Dall’inizio del mandato hanno ripristinato il coordinamento semaforico e hanno spostato la fermata dell’autobus in un punto meno problematico. Inoltra, nel rinnovare il protocollo birilli, hanno esteso questo servizio a tutto giugno e tutto luglio.

Oggi presentano un protocollo di intesa per realizzare nel 2017 un piccolo allargamento della carreggiata che consentirà, in uscita da Bergamo, di avere una doppia attestazione, laddove oggi la strada si restringe a una. Un intervento modesto, anche nei costi (130.000 euro più la progettazione), che porterà però benefici nell’uscita dalla città.

Questo progetto, è bene dirlo subito, non risolve la questione dei birilli e non è un intervento definitivo. E’ una miglioria, importante, ragionevole, utile. E’ quanto possono fare due Comuni con le proprie risorse, oggi.

I sogni per il futuro? Trovare le risorse per allargare davvero tutto il tratto certamente (sono apparse anche buone notizie, recentemente), ma forse più ancora trovare i finanziamenti per realizzare la linea tranviaria T2 fino a Villa D’Almè, soluzione “sostenibile” per il futuro di questo territorio.

 

 


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