La grandissima novità di quest’anno è che il consueto rapporto sull’ecosistema urbano, redatto da Legambiente, Sole24ore e altri, divide le città capoluogo italiane per categoria dimensionale. Città grandi, città medie, città piccole.
Negli anni scorsi pubblicavano un unico grande calderone, quest’anno no, ci si confronta con i rivali diretti.
Bergamo, avendo circa 120.000 abitanti, sta nella categoria 2, città medie (da 80.000 a 200.000).
Questa nuova ragionevole divisione ci condanna alla depressione psicologica. Mentre prima eravamo in grado di mimetizzarci tra le metropoli, sfoderando qualche virtuosità, adesso siamo incastrati nella nostra cattivissima situazione ambientale.
Alcuni dati…
Le città medie sono in tutto 43.
Ecco le nostre mirabili performance….
Qualità dell’aria (biossido di azoto): ultimi
Qualità dell’aria (Pm10): 34 esimi
Qualità dell’aria (Ozono): 40 esimi
Offerta di trasporto pubblico: 16 esimi
Isole pedonali: 41 esimi
Piste ciclabili: 20 esimi
Verde urbano fruibile: 26 esimi
Ho riportato solo i dati più problematici, lo dico subito. Esistono tabelle più incoraggianti, specie sul tema riufiuti e innovazione tecnologica.
Su molti fattori significativi (devastante il dato delle isole pedonali e i dati della mobilità sostenibile in generale) ci rendiamo conto di essere veramente indietro. Su altri di essere soltanto di media classifica.
Non abbiamo, insomma, particolari eccellenze e abbiamo invece qualche debacle.
Un risultato molto deludente però, considerando che Bergamo nel 2008 occupava la seconda posizione assoluta (e la prima tra le città medie) per il dato del reddito medio.
Insomma, grande economia, pessimo habitat.
Vista la recente crisi, l’economia vacilla. Cosa resta?
Cominciamo a ragionarci seriamente…
PS… le tabelle sono consultabili al seguente indirizzo:
http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/ecosistema-urbano-xviii-edizione-0









